Caroline Achaintre
Nata in Francia nel 1969, cresciuta in Germania e residente in Inghilterra, Caroline Achaintre ha frequentato la Kunsthochschule di Halle, poi il Chelsea College of Art and Design e la Goldsmiths University of London. L’artista è nutrita da riferimenti culturali multipli e radicalmente diversi che influenzano il suo approccio. Con le sue sculture in lana, ceramica e con i suoi acquerelli, l’artista si appropria di ogni spazio per installare le sue creature ibride, trasformando lo spazio espositivo in un teatro dove può aver luogo un dialogo tra diversi personaggi metà fantastici, metà spettrali. Ispirata allo stesso tempo dai carnevali europei, dal primitivismo, dall’espressionismo tedesco e dalla fantascienza, l’opera di Caroline Achaintre evoca da una parte la possibile coesistenza di più personaggi all’interno di uno stesso essere, così come le tensioni generate dalla dualità. Non viene fornita alcuna indicazione precisa su come approcciarsi al lavoro della Achaintre. Vediamo a turno una maschera, un indumento, un animale… Le sue opere hanno la particolarità di essere difficili da definire. Al contempo astratte e figurative, rivelano forme antropomorfe e indicano un particolare interesse per l’animismo. La mutazione delle forme e la pluralità delle possibili interpretazioni coinvolgono la mente e il capriccio dello spettatore. Questa è la forza del lavoro di Caroline Achaintre: mettere in discussione la nostra stessa capacità di essere nel mondo come individui definiti da identità complesse e multiple.
Il suo lavoro fa parte di numerose collezioni pubbliche tra cui: Centre Pompidou, Parigi; Tate Britain, Londra/UK; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Centre national des arts plastiques, Parigi; Frac-Artothèque Nouvelle Aquitaine, Limoges; FRAC Aquitaine, Bordeaux e FRAC Champagne-Ardenne, Reims.
Mostre personali selezionate: Visual, Carlow/IR, Museum Lothar Fischer, Neumarkt in der Oberpfalz/DE, Neues Museum, Nürnberg/DE (2023); Centre d’art Pasquart/CH (2022); Kunstmuseum Ravensburg/DE (2021); CAPC, Bordeaux/FR (2020), MO.CO., Montpellier/FR (2019); Belvedere 21, Vienna/AU (2019); De La Warr Pavilion, Bexhill-on-sea/UK (2018); FRAC Champagne-Ardenne, Reims/FR (2017); BALTIC, Centre for Contemporary Art, Gateshead/UK (2016); Tate Britain, Londra/UK (2015); Castello di Rivoli, Torino/IT (2013).b
Nata in Francia nel 1969, cresciuta in Germania e residente in Inghilterra, Caroline Achaintre ha frequentato la Kunsthochschule di Halle, poi il Chelsea College of Art and Design e la Goldsmiths University of London. L’artista è nutrita da riferimenti culturali multipli e radicalmente diversi che influenzano il suo approccio. Con le sue sculture in lana, ceramica e con i suoi acquerelli, l’artista si appropria di ogni spazio per installare le sue creature ibride, trasformando lo spazio espositivo in un teatro dove può aver luogo un dialogo tra diversi personaggi metà fantastici, metà spettrali. Ispirata allo stesso tempo dai carnevali europei, dal primitivismo, dall’espressionismo tedesco e dalla fantascienza, l’opera di Caroline Achaintre evoca da una parte la possibile coesistenza di più personaggi all’interno di uno stesso essere, così come le tensioni generate dalla dualità. Non viene fornita alcuna indicazione precisa su come approcciarsi al lavoro della Achaintre. Vediamo a turno una maschera, un indumento, un animale… Le sue opere hanno la particolarità di essere difficili da definire. Al contempo astratte e figurative, rivelano forme antropomorfe e indicano un particolare interesse per l’animismo. La mutazione delle forme e la pluralità delle possibili interpretazioni coinvolgono la mente e il capriccio dello spettatore. Questa è la forza del lavoro di Caroline Achaintre: mettere in discussione la nostra stessa capacità di essere nel mondo come individui definiti da identità complesse e multiple.
Il suo lavoro fa parte di numerose collezioni pubbliche tra cui: Centre Pompidou, Parigi; Tate Britain, Londra/UK; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Centre national des arts plastiques, Parigi; Frac-Artothèque Nouvelle Aquitaine, Limoges; FRAC Aquitaine, Bordeaux e FRAC Champagne-Ardenne, Reims.
Mostre personali selezionate: Visual, Carlow/IR, Museum Lothar Fischer, Neumarkt in der Oberpfalz/DE, Neues Museum, Nürnberg/DE (2023); Centre d’art Pasquart/CH (2022); Kunstmuseum Ravensburg/DE (2021); CAPC, Bordeaux/FR (2020), MO.CO., Montpellier/FR (2019); Belvedere 21, Vienna/AU (2019); De La Warr Pavilion, Bexhill-on-sea/UK (2018); FRAC Champagne-Ardenne, Reims/FR (2017); BALTIC, Centre for Contemporary Art, Gateshead/UK (2016); Tate Britain, Londra/UK (2015); Castello di Rivoli, Torino/IT (2013).b

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