Informazioni sulla mostra

La galleria Secci è lieta di annunciare l’inaugurazione della seconda personale di David Schnell, il 28 gennaio 2023, nelle sale della galleria in Piazza Carlo Goldoni 2, a Firenze. La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto, prosegue sino al 22 aprile 2023.

Si tratta del secondo progetto in collaborazione con l’artista tedesco, questo percorso iniziato nel 2022 negli spazi di Milano ora si sposta nel capoluogo toscano nella sede storica della galleria.
Le opere esposte, concepite negli ultimi nove anni, offrono una panoramica sul processo che intreccia natura e architettura nella pittura di David Schnell. La ricerca, ispirata dal suo soggiorno di un anno a Roma nel 2013, continua a svilupparsi sino ad oggi.

Mentre in precedenza, il punto di partenza del lavoro dell’artista tedesco era costituito principalmente da soggetti paesaggistici, in questi dipinti l’interazione tra elementi del paesaggio e architettura urbana di epoche diverse porta a una nuova esperienza spaziale.
“Il suo linguaggio, infatti, fonde figurazione e non figurazione, accademia e tecnologia riuscendo a tradurre i fantasmi del realismo socialista in raffinati richiami alla storia dell’arte che vanno dall’antico alle avanguardie storiche”, come scrive il curatore Pier Paolo Pancotto.

La galleria Secci è lieta di annunciare l’inaugurazione della seconda personale di David Schnell, il 28 gennaio 2023, nelle sale della galleria in Piazza Carlo Goldoni 2, a Firenze. La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto, prosegue sino al 22 aprile 2023.

Si tratta del secondo progetto in collaborazione con l’artista tedesco, questo percorso iniziato nel 2022 negli spazi di Milano ora si sposta nel capoluogo toscano nella sede storica della galleria.
Le opere esposte, concepite negli ultimi nove anni, offrono una panoramica sul processo che intreccia natura e architettura nella pittura di David Schnell. La ricerca, ispirata dal suo soggiorno di un anno a Roma nel 2013, continua a svilupparsi sino ad oggi.

Mentre in precedenza, il punto di partenza del lavoro dell’artista tedesco era costituito principalmente da soggetti paesaggistici, in questi dipinti l’interazione tra elementi del paesaggio e architettura urbana di epoche diverse porta a una nuova esperienza spaziale.
“Il suo linguaggio, infatti, fonde figurazione e non figurazione, accademia e tecnologia riuscendo a tradurre i fantasmi del realismo socialista in raffinati richiami alla storia dell’arte che vanno dall’antico alle avanguardie storiche”, come scrive il curatore Pier Paolo Pancotto.

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