Informazioni sulla mostra

Dal 9 settembre al 6 Novembre 2021, NOVO è lieta di presentare “Sfiorare Fantasmi”, la prima mostra personale a Firenze di Bea Bonafini. A cura di Edoardo Monti, la personale ripercorre le più recenti rappresentazioni dell’artista esplorando l’ampia gamma di media che caratterizzano la sua ricerca.

Attingendo alla mitologia, al fantastico e ai racconti popolari, il corpus delle opere esposte mescola differenti tecniche e materiali, come il disegno, l’arazzo realizzato a mano, la ceramica e il sughero, rivelando la coesistenza di artigianato e nuove possibilità materiali nei lavori di Bea Bonafini.

L’osservatore si imbatte in creature acquatiche, corpi che si sciolgono e forme ibride: un immaginario popolato da fate marine quanto da personaggi grotteschi che ricordano i tarocchi medievali. Quelle di Bea Bonafini sono figure ambigue, fluide nella loro connotazione di genere, in alcuni casi zoomorfe – sagome evanescenti che richiamano il magico, invitando a sondare la dimensione più trascendente delle esperienze umane universali.

Così le immagini si frammentano – come nelle opere in sughero, dove le sezioni di colore sono accuratamente stagliate e poi reintegrate all’interno della composizione, o nel grande arazzo Face of the Deep I (2021), concepito come se fosse un collage di tessuti – e si fondono, perdendo i confini della loro presenza corporea, fino a scontrarsi.

Si intrecciano narrazioni personali e collettive, così come incanto e realtà, spiritualità e trascendente, creando uno spazio di incontri quasi mistici, dove possiamo solo sfiorare fantasmi senza mai poterli afferrare – abbastanza vicini da essere affascinati da questo mondo senza però esserne impauriti.

Dal 9 settembre al 6 Novembre 2021, NOVO è lieta di presentare “Sfiorare Fantasmi”, la prima mostra personale a Firenze di Bea Bonafini. A cura di Edoardo Monti, la personale ripercorre le più recenti rappresentazioni dell’artista esplorando l’ampia gamma di media che caratterizzano la sua ricerca.

Attingendo alla mitologia, al fantastico e ai racconti popolari, il corpus delle opere esposte mescola differenti tecniche e materiali, come il disegno, l’arazzo realizzato a mano, la ceramica e il sughero, rivelando la coesistenza di artigianato e nuove possibilità materiali nei lavori di Bea Bonafini.

L’osservatore si imbatte in creature acquatiche, corpi che si sciolgono e forme ibride: un immaginario popolato da fate marine quanto da personaggi grotteschi che ricordano i tarocchi medievali. Quelle di Bea Bonafini sono figure ambigue, fluide nella loro connotazione di genere, in alcuni casi zoomorfe – sagome evanescenti che richiamano il magico, invitando a sondare la dimensione più trascendente delle esperienze umane universali.

Così le immagini si frammentano – come nelle opere in sughero, dove le sezioni di colore sono accuratamente stagliate e poi reintegrate all’interno della composizione, o nel grande arazzo Face of the Deep I (2021), concepito come se fosse un collage di tessuti – e si fondono, perdendo i confini della loro presenza corporea, fino a scontrarsi.

Si intrecciano narrazioni personali e collettive, così come incanto e realtà, spiritualità e trascendente, creando uno spazio di incontri quasi mistici, dove possiamo solo sfiorare fantasmi senza mai poterli afferrare – abbastanza vicini da essere affascinati da questo mondo senza però esserne impauriti.

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