Informazioni sulla mostra

NOVO è lieta di presentare “Sparks”, la prima personale a Firenze dell’artista americano Chris Hood. La rassegna, che presenta la nuova serie di opere dell’artista americano, verrà inaugurata l’8 maggio, presso gli spazi espositivi della Galleria in Piazza Carlo Goldoni 2.

“La mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere.” (Plutarco, I secolo d.C.)

Questa semplice ma essenziale idea che il nostro cervello abbia bisogno di uno stimolo per innescare una riflessione, piuttosto che l’atto passivo di interiorizzare un pensiero preconcetto, sembra il principio guida di Sparks. Infatti, l’accensione è protagonista della serie di Chris Hood, sia a livello figurativo che concettuale. Da un lato, il tema della scintilla emerge vividamente dalle superfici apparentemente piatte di Hood, trasformando la tela in una finestra. Tuttavia, quando si osserva più attentamente lo schema della serie, i diversi elementi ritratti sorgono all’interno della loro miscela enigmatica rivelando il processo unico di Hood di dipingere dal rovescio utilizzando più strati di vernice.

Le fiamme, il fuoco e il tentativo prometeico di catturarli sono giustapposti alla controcultura americana e ai mass media, attirando così l’attenzione sui desideri umani innati. La tensione percettiva e l’ambiguità voluta sono proprio ciò che accende la mente di chi si pone di fronte all’opera. Tra i lavori esposti, il tema della scintilla è declinato ogni volta in modo unico e diverso. In alcuni casi è la luminosità dei colori a suggerire l’eccitazione, in altri le palette più profonde rendono la tela più galleggiante pur rivelando un potenziale di distrazione. In altre opere, è l’elemento naturale che viene sussunto dalla superficie del quadro. A rimanere costante è il gioco tra astrazione e figurazione, una caratteristica che sfida la percezione mentre mette in discussione la nostra comprensione delle immagini e il ruolo stesso della pittura nel mondo contemporaneo.

Nelle parole di Hood “Ho una preferenza per i cliché e i truismi. Possono essere fluidi nella loro capacità di descrivere qualcosa di profondamente reale ed essere contemporaneamente senza significato nella loro ovvietà. Nel mio lavoro sfrutto la tensione tra cliché disparati e archetipi complicati da una tensione tra spazio digitale e fisico. […] Attraverso veli di colore, segnali e immagini esploro temi eterni legati all’alba di un nuovo millennio”, dichiara Hood.

NOVO è lieta di presentare “Sparks”, la prima personale a Firenze dell’artista americano Chris Hood. La rassegna, che presenta la nuova serie di opere dell’artista americano, verrà inaugurata l’8 maggio, presso gli spazi espositivi della Galleria in Piazza Carlo Goldoni 2.

“La mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere.” (Plutarco, I secolo d.C.)

Questa semplice ma essenziale idea che il nostro cervello abbia bisogno di uno stimolo per innescare una riflessione, piuttosto che l’atto passivo di interiorizzare un pensiero preconcetto, sembra il principio guida di Sparks. Infatti, l’accensione è protagonista della serie di Chris Hood, sia a livello figurativo che concettuale. Da un lato, il tema della scintilla emerge vividamente dalle superfici apparentemente piatte di Hood, trasformando la tela in una finestra. Tuttavia, quando si osserva più attentamente lo schema della serie, i diversi elementi ritratti sorgono all’interno della loro miscela enigmatica rivelando il processo unico di Hood di dipingere dal rovescio utilizzando più strati di vernice.

Le fiamme, il fuoco e il tentativo prometeico di catturarli sono giustapposti alla controcultura americana e ai mass media, attirando così l’attenzione sui desideri umani innati. La tensione percettiva e l’ambiguità voluta sono proprio ciò che accende la mente di chi si pone di fronte all’opera. Tra i lavori esposti, il tema della scintilla è declinato ogni volta in modo unico e diverso. In alcuni casi è la luminosità dei colori a suggerire l’eccitazione, in altri le palette più profonde rendono la tela più galleggiante pur rivelando un potenziale di distrazione. In altre opere, è l’elemento naturale che viene sussunto dalla superficie del quadro. A rimanere costante è il gioco tra astrazione e figurazione, una caratteristica che sfida la percezione mentre mette in discussione la nostra comprensione delle immagini e il ruolo stesso della pittura nel mondo contemporaneo.

Nelle parole di Hood “Ho una preferenza per i cliché e i truismi. Possono essere fluidi nella loro capacità di descrivere qualcosa di profondamente reale ed essere contemporaneamente senza significato nella loro ovvietà. Nel mio lavoro sfrutto la tensione tra cliché disparati e archetipi complicati da una tensione tra spazio digitale e fisico. […] Attraverso veli di colore, segnali e immagini esploro temi eterni legati all’alba di un nuovo millennio”, dichiara Hood.

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