{"id":20783,"date":"2024-10-08T14:15:40","date_gmt":"2024-10-08T14:15:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/artist\/giulio-turcato\/"},"modified":"2024-10-23T12:43:31","modified_gmt":"2024-10-23T12:43:31","slug":"giulio-turcato","status":"publish","type":"artist","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/artist\/giulio-turcato\/","title":{"rendered":"Giulio Turcato"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>Giulio Turcato nacque da genitori veneti a Mantova il 16 marzo 1912. La famiglia si trasfer&igrave; a Venezia quando aveva otto anni, dove frequent&ograve; il Liceo Artistico e, successivamente, la Scuola Libera del Nudo.<\/p>\n<p>All&rsquo;et&agrave; di ventidue anni, fu chiamato alle armi e mandato a Palermo, dove contrasse la tubercolosi. La malattia lo torment&ograve; per quasi un decennio, sottoponendolo a episodi intermittenti di polmonite durante i quali fu costretto a riposare. Il suo stretto rapporto con la malattia gli rivel&ograve; un mondo biologico di invisibilit&agrave;. Osserv&ograve; che &ldquo;uno stato del genere mi fece pensare che non si possono attribuire elementi precisi e teorici a tutto ci&ograve; che vediamo.&rdquo; Microbi, batteri e filamenti di vita invisibili a occhio nudo ricorsero nelle sue opere in seguito, come <em>Composizione biologica<\/em> e <em>Batteriologico<\/em> nel 1960, o <em>Composizione microbica<\/em> nel 1961. Nei periodi in cui non si trovava in sanatori, Turcato inizi&ograve; a esporre i suoi dipinti in mostre collettive e si trasfer&igrave; da Venezia a Milano nel 1936, dove tenne la sua prima mostra personale nel 1937 esponendo <em>Natura morta<\/em>.<\/p>\n<p>Lavor&ograve; come disegnatore per l&rsquo;architetto Giovanni Muzio, l&rsquo;inventore del Nuovo Design con Gi&ograve; Ponti. Conobbe artisti del gruppo Corrente, un gruppo di intellettuali antifascisti tra cui Elio Vittorini e Renato Guttuso. Con molti di loro, Turcato si un&igrave; alla Resistenza nel 1943 e si trasfer&igrave; a Roma, dove contribu&igrave; a smistare e distribuire le copie de <em>l&rsquo;Unit&agrave;<\/em>. Il quotidiano comunista sponsorizz&ograve; l&rsquo;esposizione <em>L&rsquo;Arte contro le barbarie<\/em>, tenutasi nell&rsquo;agosto del 1944 alla Galleria di Roma, dove Guttuso, Mafai, Turcato e altri reinterpretarono famosi dipinti rivoluzionari.<\/p>\n<p>Turcato fu in prima linea nello sviluppo artistico e in contatto con il mondo dell&rsquo;arte internazionale nel decennio successivo alla liberazione dell&rsquo;Italia. Fond&ograve; o ader&igrave; a movimenti e gruppi artistici sperimentali, dal <em>Art Club<\/em> di Enrico Prampolini (1945) al <em>Fronte Nuovo delle Arti<\/em> (1946) diretto da Giuseppe Marchiori. L&rsquo;esposizione di Palma Bucarelli <em>Pittura francese d&rsquo;oggi<\/em> nel 1946 alla Galleria Nazionale d&rsquo;Arte Moderna e un viaggio a Parigi nello stesso anno, finanziato dall&rsquo;organizzazione comunista <em>Fronte nazionale della giovent&ugrave;<\/em>, ampliarono i suoi orizzonti alle influenze delle avanguardie internazionali, come Arp, Picasso e Kandinsky.<\/p>\n<p>Con i suoi compagni di viaggio, tra cui Carla Accardi, Pietro Consagra e Piero Dorazio, Turcato fond&ograve; il gruppo &lsquo;marxista e formalista&rsquo; Forma 1 (1947), mettendo in discussione le posizioni comuniste accettate sull&rsquo;arte figurativa. L&rsquo;opera di Turcato fu inclusa nella prima Biennale di Venezia dopo la guerra nel 1948, dove espose quattro dipinti astratti &ndash; parte di una serie di <em>Composizioni<\/em> &ndash; nel Padiglione Italiano.<\/p>\n<p>Quest&rsquo;anno corrispose a un periodo tumultuoso per la politica italiana, quando il Partito Comunista Italiano (PCI) lottava per la supremazia contro il Partito Democratico Cristiano (DC). Le strategie culturali comuniste si intensificarono: gli artisti del PCI erano tenuti a riprodurre stili di realismo socialista ed evitare l&rsquo;astrazione. Come si pu&ograve; vedere nella sua ricerca di uno stile indipendente tra il 1946 e il 1956, Turcato fu lacerato tra astrazione e realismo.<\/p>\n<p>L&rsquo;alleanza di Turcato con il PCI si rafforz&ograve; con una visita in Polonia nel 1948, insieme a 40 delegati italiani al Primo Congresso Mondiale per Intellettuali per la Pace tenutosi a Wroclaw. Questo viaggio produsse la sua serie <em>Rovine di Varsavia<\/em>. Alla Biennale di Venezia del 1950, il <em>Comizio<\/em> di Turcato, un raduno non rappresentativo di bandiere comuniste, fu esposto come parte del <em>Fronte Nuovo delle Arti<\/em> in una sala dedicata agli artisti astratti.<\/p>\n<p>Con l&rsquo;aumento della paranoia durante la Guerra Fredda, il lavoro di Turcato manifest&ograve; un intrinseco attrito tra il suo attaccamento all&rsquo;ideologia comunista e il suo desiderio di entrare in contatto con il nuovo centro del mondo dell&rsquo;arte: New York.<\/p>\n<p>Nel 1952, durante la Guerra di Corea, Turcato dipinse <em>Insetti dell&rsquo;epidemia<\/em> (1952) e <em>Massacro al Napalm<\/em> (1952), che agirono come condanne implicite antiamericane degli attacchi di guerra biologica presuntamente perpetrati dagli Stati Uniti sulla Corea del Nord. Nello stesso anno, l&rsquo;artista si un&igrave; al Gruppo degli Otto di Lionello Venturi, con, tra gli altri, Antonio Corpora ed Emilio Vedova.<\/p>\n<p>Dopo aver trascorso sei mesi in Cina per un viaggio artistico finanziato dal PCI nel 1956, Turcato dipinse <em>Il Deserto dei Tartari<\/em> e inizi&ograve; la sua serie di <em>Reticoli<\/em>. Turcato lasci&ograve; il PCI a causa della mancanza di libert&agrave; di espressione per gli artisti. Man mano che l&rsquo;arte di Turcato si evolveva verso l&rsquo;astrazione e la sperimentazione con colore, fluorescenza e forma, la sua fama crebbe: nel 1958 gli fu offerta una stanza personale alla XXIX Biennale di Venezia; nel 1959 espose a Documenta II; e nel 1961, con il supporto di Giulio Carlo Argan, ebbe una mostra al New Vision Centre di Londra.<\/p>\n<p>Turcato inizi&ograve; a includere banconote di dollari americani false, come in <em>Composizione Argento Con Dollaro<\/em> nel 1962, anno in cui viaggi&ograve; a New York. Tuttavia, l&rsquo;idea che cattur&ograve; davvero l&rsquo;immaginazione dell&rsquo;artista, oltre alla scienza dell&rsquo;economia, fu la scienza astronomica, il volo nello spazio. Nel 1961, anno in cui il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin e l&rsquo;astronauta americano Alan Shephard orbitarono attorno alla terra a un mese di distanza l&rsquo;uno dall&rsquo;altro, Turcato aveva dipinto <em>Astronomica<\/em> (1959), <em>Cosmogonia<\/em> (1960) e <em>Tranquillanti per il mondo<\/em> (1961). Avendo sentito che il colore veniva percepito diversamente nello spazio, Turcato inizi&ograve; a sperimentare con la sua serie <em>Fuori dallo spettro<\/em> nel 1962.<\/p>\n<p>Nel 1964, lo stesso anno in cui Robert Rauschenberg vinse la Biennale di Venezia con il suo collage pop art <em>Retroactive I<\/em>, Turcato produsse la sua prima <em>Superficie Lunare<\/em>, realizzata con fette di materassi di schiuma scartati che imitavano la superficie craterizzata della luna. In quell&rsquo;anno, Turcato e la cineasta Vana Caruso si sposarono. L&rsquo;artista si un&igrave; poi a Vana in Egitto, dove lavorava con John Huston a <em>La Bibbia<\/em>. Dopo il viaggio, dipinse <em>Porta d&rsquo;Egitto<\/em> e <em>Pronunciamento<\/em>, entrambi esposti alla Marlborough Gallery di Roma nell&rsquo;ottobre del 1965. Un viaggio in Kenya nel 1970 ispir&ograve; la sua prima serie di <em>Oceaniche<\/em>. Queste sculture furono esposte alla Biennale di Venezia del 1972.<\/p>\n<p>Come artista affermato a livello internazionale, Turcato ampli&ograve; i suoi confini creativi, progettando gioielli e scenografie, che culminarono nella performance di danza moderna <em>Moduli in Viola\/Omaggio a Kandinsky<\/em>. Questa fu rappresentata per la prima volta durante la Biennale di Venezia nel 1984 al Teatro Goldoni con le composizioni musicali di Luciano Berio e la coreografia di Min Tanaka, e successivamente a Taormina nel 1985 al Teatro Antico con una coreografia di Yamanouchi.<\/p>\n<p>I dipinti di Turcato degli anni &rsquo;80 e &rsquo;90 cercarono continuamente altre dimensioni nella sua sperimentazione con colore, texture, tecniche ed elementi scultorei.<\/p>\n<p>L&rsquo;ultima mostra personale significativa fu <em>Vedendo<\/em> alla galleria Banchi Nuovi di Roma nel 1992, esponendo opere come <em>Dune<\/em> e <em>Le Pacte Signal<\/em>. Nel 1994, le sue opere furono incluse nella mostra di Germano Celant <em>The Italian Metamorphosis: 1943 &ndash; 1968<\/em> al Guggenheim di New York. Poco dopo la chiusura della mostra, il suo necrologio apparve sul <em>The New York Times<\/em>: Giulio Turcato, &ldquo;un membro prominente dell&rsquo;avanguardia italiana del dopoguerra&rdquo;, mor&igrave; all&rsquo;et&agrave; di 83 anni il 22 gennaio 1995 nella sua casa a Roma in Via del Pozzetto. Si era trasferito l&igrave; dal suo studio nella &ldquo;piccola kasbah&rdquo; di Via Margutta n. 48, dove aveva vissuto i suoi primi anni.<\/p>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":20782,"template":"","group":[126],"class_list":["post-20783","artist","type-artist","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","group-represented"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/artist\/20783","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/artist"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/artist"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20782"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20783"}],"wp:term":[{"taxonomy":"group","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/group?post=20783"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}