{"id":21342,"date":"2024-11-18T11:45:44","date_gmt":"2024-11-18T11:45:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/artist\/chico-da-silva\/"},"modified":"2024-11-18T11:49:00","modified_gmt":"2024-11-18T11:49:00","slug":"chico-da-silva","status":"publish","type":"artist","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/artist\/chico-da-silva\/","title":{"rendered":"Chico da Silva"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>Francisco Domingos da Silva, conosciuto come Chico da Silva, &egrave; nato ad Alto Tejo, nello stato brasiliano di Acre, figlio di un indiano peruviano e di una donna dello stato del Cear&aacute;. L&rsquo;anno della sua nascita, basato su ricerche di diverse fonti, &egrave; inconcludente, ma si stima che l&rsquo;artista sia nato nel 1910 (Fondazione Biennale di S&atilde;o Paulo) o nel 1922 (Catalogo della sua prima mostra personale a Fortaleza, 1961; Estrigas, 1988). Chico da Silva, fin da giovane, ha viaggiato in tutto il nord e il nord-est del Brasile prima di stabilirsi a Fortaleza, Cear&aacute;.<\/p>\n<p>All&rsquo;inizio degli anni &rsquo;40, inizi&ograve; a disegnare con carboncino e gesso sulle pareti delle case a Praia Formosa. Nel 1943, Chico incontr&ograve; il pittore svizzero Jean-Pierre Chabloz (1910-1984), che lo introdusse nel circuito artistico locale. Nello stesso anno, partecip&ograve; alla mostra collettiva Sal&atilde;o de Abril, seguita dal 3&deg; Sal&atilde;o Cearense de Belas Artes, nel 1944. Barboza Leite, riferendosi alla produzione iniziale di Chico nel suo libro &ldquo;Esquema da Pintura no Cear&aacute;&rdquo; (1949), la descrisse come segue: &ldquo;[&hellip;] le forme imprecise e nebulose, ma dosate con un&rsquo;intensit&agrave; poetica su tutta la superficie, dei dipinti di F. Silva&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 1945, Chabloz espose i dipinti di Chico da Silva insieme ad Antonio Bandeira (1922-1967) e Inim&aacute; de Paula (1918-1999) alla Galeria Askanasy di Rio de Janeiro. Nei tre anni successivi, l&rsquo;artista svizzero effettu&ograve; viaggi occasionali in Europa, tornando permanentemente nel continente nel 1948. Chabloz si dedic&ograve; a promuovere il lavoro di Chico, organizzando la sua prima mostra personale alla Galerie Pour L&rsquo;Art, a Losanna, nel 1952. Nel dicembre dello stesso anno, pubblic&ograve; l&rsquo;articolo &ldquo;Un Indien br&eacute;silien r&eacute;-invente la Peinture&rdquo; nella prestigiosa rivista d&rsquo;arte Cahiers D&rsquo;Art, gestita da Christian Zervos.<\/p>\n<p>La partenza del suo amico e mentore ebbe un grande impatto sulla produzione di Chico da Silva, e durante il soggiorno di Chabloz in Europa, egli tenne un numero limitato di mostre in Brasile. Continuando la sua rappresentanza all&rsquo;estero, partecip&ograve; nel 1956 alla mostra Arts primitifs et modernes br&eacute;siliens al Mus&eacute;e d&rsquo;ethnographie de Neuch&acirc;tel, in Svizzera. L&rsquo;inizio degli anni &rsquo;60 segn&ograve; il ritorno di Chabloz in Brasile per un breve periodo: lo svizzero torn&ograve; in Europa nel luglio 1960, dove rimase per due anni, facilitando cos&igrave; la reintegrazione di Chico nel gruppo di artisti di Fortaleza.<\/p>\n<p>Il 10 aprile 1961, Chico da Silva inaugur&ograve; la sua prima mostra personale in Brasile, che si tenne presso la Sede dei Di&aacute;rios Associados, a Fortaleza, dove present&ograve; dieci opere. Secondo il testo del catalogo presentato dall&rsquo;allora Governatore Parsifal Barroso, le sue &ldquo;misteriose storie delle giungle, dove animali e accidenti della natura interferiscono come se fossero creature umane [&hellip;] rappresentano la migliore fase del pittore, soprattutto per la colorazione, l&rsquo;immaginazione e il movimento dei temi&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 1959, Chico da Silva fu assunto dall&rsquo;UFC &ndash; Universit&agrave; Federale del Cear&aacute; per sviluppare le attivit&agrave; del MAUC &ndash; Museo d&rsquo;Arte dell&rsquo;Universit&agrave; Federale del Cear&aacute;. La sua partecipazione all&rsquo;Universit&agrave; dur&ograve; fino al 1963, quando espose alla Galeria Relevo, a Rio de Janeiro, tramite l&rsquo;intermediazione di Jean Boghici (1928-2015). Nello stesso anno, si avvicin&ograve; a Henrique Bluhm, che inizi&ograve; il processo di commercializzazione del suo lavoro. Fu durante questo periodo che Chico da Silva stabil&igrave; la sua immagine come il Mestre da Escola do Pirambu, collaborando strettamente con giovani artisti interessati ad apprendere l&rsquo;arte della pittura. Nel 1965, partecip&ograve; alla mostra 8 peintres na&iuml;fs br&eacute;siliens alla Galerie Jacques Massol di Parigi.<\/p>\n<p>Chico da Silva, il cui contributo all&rsquo;arte brasiliana &egrave; innegabile, ha avuto una carriera segnata da eventi significativi e sfide personali. La sua partecipazione alla 33&ordf; Biennale di Venezia nel 1966, dove ricevette una Menzione d&rsquo;Onore, rappresenta uno dei momenti culminanti della sua carriera. L&rsquo;apprezzamento per la sua tecnica meticolosa e la fusione di elementi fisici e soggettivi nella pittura hanno messo in luce il suo talento unico. La lettera di Clarival do Prado Valadares, in cui si evidenzia l&rsquo;importanza delle opere non esposte, sottolinea quanto fosse innovativa la sua arte e quanto potesse rappresentare la cultura indigena brasiliana a livello internazionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli anni &rsquo;60 e &rsquo;70 furono anche caratterizzati da difficolt&agrave; personali, tra cui la rivendicazione di autori alternativi delle sue opere, che influenzarono negativamente la sua salute mentale e fisica. Nonostante questi ostacoli, Chico continu&ograve; a esporre e a condividere la sua visione artistica fino agli ultimi anni della sua vita. La sua morte nel 1985 a Fortaleza ha lasciato un vuoto significativo nel panorama artistico brasiliano, ma il suo legato come &ldquo;genio primitivista&rdquo; continua a influenzare e ispirare artisti e appassionati d&rsquo;arte.<\/p>\n<p>Chico da Silva &egrave; ricordato per la sua capacit&agrave; di integrare le cosmologie popolari del nord e del nord-est del Brasile nelle sue opere, evidenziando la ricchezza della fauna e della flora brasiliana non solo come elementi decorativi, ma come espressioni formali dell&rsquo;organicit&agrave; e della complessit&agrave; dell&rsquo;Amazzonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":21341,"template":"","group":[127],"class_list":["post-21342","artist","type-artist","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","group-exhibited"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/artist\/21342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/artist"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/artist"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"group","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/group?post=21342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}