{"id":10355,"date":"2023-03-30T15:34:05","date_gmt":"2023-03-30T15:34:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/?post_type=exhibition&#038;p=10355"},"modified":"2023-05-17T10:42:03","modified_gmt":"2023-05-17T10:42:03","slug":"guardare-e-aspettare","status":"publish","type":"exhibition","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/exhibition\/guardare-e-aspettare\/","title":{"rendered":"Guardare e Aspettare"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>Dal 31 marzo al 29 maggio 2023 il <strong>Museo Marino Marini di Firenze<\/strong> presenta<em> <strong>Guardare e aspettare: Enrique Mart&iacute;nez Celaya. Sculture Selezionate 2005-2023<\/strong><\/em>, la prima mostra in Italia dell&rsquo;artista Enrique Mart&iacute;nez Celaya, nato a Cuba e residente a Los Angeles. Formatosi come pittore, in oltre trent&rsquo;anni di pratica artistica, Mart&iacute;nez Celaya ha sperimentato anche la scultura, la fotografia, il video e la scrittura, indagando attraverso tutti questi media le relazioni fondamentali tra l&rsquo;uomo e il mondo. Il suo linguaggio figurativo affonda le radici nella natura, partendo da immagini comuni e familiari come alberi, fiori, fiumi, cieli, mare, ma anche animali e figure umane. L&rsquo;iniziale semplicit&agrave; di questo immaginario, per&ograve;, lascia presto il posto ad elementi stranianti, un&rsquo;esperienza pi&ugrave; profonda, opaca e instabile, che si cela immediatamente sotto la superficie.<\/p>\n<p>Il Museo Marino Marini di Firenze, dedicato al celebre artista italiano, conserva nella sua collezione permanente 183 opere di Marini, tra cui tantissime sculture, anche monumentali. <em>Guardare e aspettare (Watching and Waiting)<\/em>, a cura di <strong>Giorgio Verzotti<\/strong>, rivolge dunque un&rsquo;attenzione specifica proprio alla scultura di Mart&iacute;nez Celaya, creando un dialogo tra le opere e le sale che le ospitano. Per la prima volta l&rsquo;artista trasforma, per questa esposizione, le immagini tremolanti dei suoi dipinti in oggetti concreti in bronzo, cemento, cera o legno, che condividono lo spazio con lo spettatore e ne intensificano il coinvolgimento personale. La scultura diventa un potente mezzo attraverso il quale Mart&iacute;nez Celaya esplora concetti altamente personali ed intimi, che caratterizzano il percorso emotivo della vita, come la memoria, la perdita, la vulnerabilit&agrave; la forza d&rsquo;animo, l&rsquo;effimero e la speranza.<\/p>\n<p>&ldquo;Per l&rsquo;artista &ndash; dice il curatore Giorgio Verzotti &ndash; ogni sua opera, pittura o scultura che sia, &egrave; il frammento di una narrazione che non viene mai esplicata; &egrave; il testimone di un evento, trascorso oppure ancora in atto, che l&rsquo;osservatore &egrave; chiamato a interpretare, superando l&rsquo;impressione di estraneit&agrave; e di resistenza che l&rsquo;opera stessa sembra a prima vista opporre.&nbsp; <em>Guardare e aspettare<\/em> dunque non &egrave; solo il titolo della mostra, ma anche l&rsquo;indicazione di un auspicato atteggiamento: che l&rsquo;osservazione si prenda cio&egrave; tutto il tempo necessario perch&eacute; l&rsquo;opera possa alla fine rendersi esplicita, da ermetica che &egrave;, e la narrazione svolgersi, sia pure per passaggi enigmatici&rdquo;.<\/p>\n<p>Le sculture di Mart&iacute;nez Celaya si presentano infatti come frammenti di una storia che, nella loro fisicit&agrave;, occupano lo spazio in cui il visitatore si muove. Sembrano essere una versione permanente di ci&ograve; che solitamente &egrave; un atto fugace: piangere, sedersi, alzare un braccio, ripararsi.<\/p>\n<p>La grande variet&agrave; di materiali e di linguaggi adottati dall&rsquo;artista in mostra, crea una sorta di paesaggio abitato da opere-mondi, universi di senso diversi l&rsquo;uno dall&rsquo;altro o se vogliamo uno scenario costruito su libere associazioni psicologiche, spesso volutamente incongruenti.&nbsp; Una figura seduta, non si saprebbe dire se maschile o femminile, &egrave; definita in legno bruciato, uniformemente nero ma provvisto di una pelliccia di orso che le ricopre la spina dorsale; due figure bianche un po&rsquo; goffe in cemento sono unite in un abbraccio, mentre la statua di un ragazzo che sta sollevando un braccio &egrave; in bronzo dipinto di bianco, ma indossa veri calzoni di tela. Materiali solidi e tradizionali come il bronzo infatti possono generare figure &ldquo;impossibili&rdquo;, come l&rsquo;accumulo a terra di teste nere di liocorni, o come la testa maschile, appoggiata ad una base quasi come fosse decapitata, che genera il suo doppio per partenogenesi.&nbsp; Due opere spiccano per complessit&agrave; strutturale e per l&rsquo;impatto emotivo che generano: da un lato un cervo sta appeso dentro una struttura metallica tramite fili di ferro, e sul suo corpo in fiberglass bianco leggiamo scritta a mano una frase di Eliot che parla della precariet&agrave; dell&rsquo;esistenza, dall&rsquo;altro, una vera uccelliera metallica ospita la statua di un ragazzo dall&rsquo;aria contrita e lo sguardo volto a terra e, solo avvicinandoci, scopriamo che anch&rsquo;esso &egrave; costruito come un&rsquo;uccelliera.<\/p>\n<p>Enrique Martinez Celaya &egrave; insomma un narratore che si esprime per enigmi e se c&rsquo;&egrave; un tratto comune che unisce le sue multiformi creazioni questo &egrave; il senso della transitoriet&agrave;, l&rsquo;attrazione per ci&ograve; che non permane, che costantemente diviene e che il desiderio inutilmente sempre vorrebbe fermare. Come il ragazzo che brucia, nel dipinto che per primo vediamo in questa mostra, l&rsquo;impermanenza coinvolge anche le sculture nel loro corpo solido portatore per&ograve; di incongruit&agrave;: sono concrezioni momentanee di un flusso ininterrotto di sorprendenti suggestioni.<\/p>\n<p>In occasione dell&rsquo;esposizione al Museo Marino Marini, la Secci Gallery ospita, dal 5 maggio al 29 luglio 2023, una personale dell&rsquo;artista che presenta invece, nella sua sede, le opere pittoriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":10172,"template":"","tags":[189,125],"show_status":[128],"category_exhibition":[129],"class_list":["post-10355","exhibition","type-exhibition","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-enrique-martinez-celaya-it","tag-secci-it","show_status-past-it","category_exhibition-secci-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/exhibition\/10355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/exhibition"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/exhibition"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10355"},{"taxonomy":"show_status","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/show_status?post=10355"},{"taxonomy":"category_exhibition","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_exhibition?post=10355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}