{"id":23262,"date":"2025-02-02T14:25:06","date_gmt":"2025-02-02T14:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/exhibition\/cosmic-infinity\/"},"modified":"2025-04-11T18:04:58","modified_gmt":"2025-04-11T18:04:58","slug":"cosmic-infinity","status":"publish","type":"exhibition","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/exhibition\/cosmic-infinity\/","title":{"rendered":"Cosmic Infinity"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>Testo curatoriale di Martina Caruso<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La sala personale allestita da Turcato alla Biennale di Venezia del 1972 si presenta come un&rsquo;esplosione di colore all&rsquo;interno di un&rsquo;installazione anticonformista. Gran parte delle opere esposte vennero create appositamente per la Biennale e preannunciarono le future sperimentazioni dell&rsquo;artista con la forma, la composizione, la sculturalit&agrave;, la scala dimensionale e il colore. La Galleria Secci ha scelto di ricreare questa mostra, la quale ha costituito un punto di svolta nella carriera dell&rsquo;artista.<\/p>\n<p>Nell&rsquo;ambito di questa esposizione, Turcato ha esibito la prima delle sue <em>Oceaniche<\/em>, a seguito di un viaggio in Kenya nel 1970. Affascinato dai colori vivaci delle canoe artigianali dai pescatori locali, l&rsquo;artista (casualmente 15 anni prima della serie di canoe di Gilberto Zorio degli anni &lsquo;80) ha riprodotto a memoria le forme e i motivi osservati ritagliando la tela in modo da ricordare delle tavole da surf. Dotandole di uno spessore quasi tridimensionale di 3 cm, una verticalit&agrave; imponente (tra i 280 e i 320 cm) e appendendole seguendo una diagonale, le <em>Oceaniche<\/em> sembrano librarsi lungo i muri come a pelo d&rsquo;acqua. Turcato aveva iniziato ad esplorare l&rsquo;idea di rimodellare le sue tele gi&agrave; dalla met&agrave; degli anni &lsquo;60.<\/p>\n<p>Durante la cruciale conversazione con Carla Lonzi del 1967, l&rsquo;artista aveva affermato la necessit&agrave; di superare gli angoli retti.<\/p>\n<p><em>Io, intanto voglio superare [&hellip;] assolutamente il rettangolo del quadro, il quadrato del quadro&hellip; Per me, la dimensione quadrangolare &egrave; un&rsquo;idea sbagliata perch&eacute;&hellip;tutto quello che viene dalla sezione aurea, insomma, &egrave; un po&rsquo; incastrarsi in un certo geometrismo [&hellip;] &egrave; lo spigolo che d&agrave; fastidio, soprattutto&hellip; in fondo &egrave; un punto morto [&hellip;]<\/em><\/p>\n<p>Precorrendo i timori di Jaques Derrida sui tradizionali bordi squadrati dell&rsquo;immagine, trattati nel saggio &ldquo;Paregon&rdquo; all&rsquo;interno de <em>La Verit&agrave; in Pittura<\/em> (1978), Turcato ha trasformato la tela in qualcosa di plasmabile che poteva essere ritagliato in forme diverse, piuttosto che tirato su strutture rettangolari, rendendo cos&igrave; pi&ugrave; profondo il suo approccio alla forma.<\/p>\n<p>Le <em>Oceaniche<\/em>, che anticipano la sua serie di sculture longilinee <em>Le libert&agrave;<\/em>, incarnano il desiderio dell&rsquo;artista di smussare la nettezza degli angoli, scalzando l&rsquo;idea che &ldquo;il quadrato &egrave; una forma esatta&rdquo;. La serie ci parla inoltre della relazione di Turcato con le idee di nomadismo e primordialismo. Tali temi, parte dello Zeitgeist culturale della fine degli anni &lsquo;60, emergono sulla scia del movimento hippie, della guerra in Vietnam e delle proteste di lavoratori e studenti.<\/p>\n<p>Gli ideali anticapitalisti delle comunit&agrave; alternative alla ricerca di una comunione con la natura hanno ispirato l&rsquo;immaginario occidentale, propugnando un ritorno ad un vivere semplice, primordiale.<\/p>\n<p>Tale momento di svolta &egrave; stato connesso ai lavori di artisti concettuali come Mario Merz, Eliseo Mattiacci o Emilio Prini, ma non di Turcato, il quale apparteneva ad una generazione precedente, nonostante il fatto che uno dei suoi pi&ugrave; cari amici era l&rsquo;artista, poeta e critico Emilio Villa, il quale torn&ograve; dal leggendario viaggio alle Cave di Lascaux con Mario Diacono nel 1961, evento che influenz&ograve; sia la comunit&agrave; artistica che le idee di primordialismo. Il rapporto di Turcato con il nomadismo &egrave; spesso analizzato in relazione alla sua personalit&agrave; singolare e la sua brama di viaggiare (con Flaminio Gualdoni che ha scritto, per esempio, che &ldquo;Turcato &egrave; un nomade vero di razza antica&rdquo;). Riflettendo un momento in cui l&rsquo;esposizione ad altre culture e alla preistoria, come descritto da Emilio Villa nel suo saggio <em>L&rsquo;arte dell&rsquo;uomo primordiale<\/em> (c. 1961), aveva influenzato gli artisti, l&rsquo;espressione pittoriale e l&rsquo;uso di colori vibranti di Turcato tessono forme contemporanee con un&rsquo;antica primordialit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;Altro&rdquo;, in quanto sconosciuto e non conoscibile, se considerato all&rsquo;interno di una concezione lacaniana della sessualit&agrave; femminile, parla anche dell&rsquo;assenza di una mediazione tra il soggetto e l&rsquo;Altro stesso, tra uomo e donna, tra il desiderio del soggetto e il desiderio dell&rsquo;Altro. L&rsquo;Altro diviene un altrove, una mancanza nella quale il soggetto pu&ograve; scomparire e perdersi in una sorta di infinito del desiderio.<\/p>\n<p>Vari critici, come Gualdoni, hanno accennato all&rsquo;approccio di Turcato all&rsquo;eroticismo:<\/p>\n<p><em>Turcato pratica l&rsquo;arte come l&rsquo;arte &egrave;, puntiforme, discontinua, instabile, non uniforme, seguendo gli andamenti pulsanti e non rettilinei di una carica erotica caparbiamente concentrata su s&eacute; stessa [&hellip;] <\/em><\/p>\n<p>Le <em>Oceaniche<\/em> appaiono formalmente falliche nel loro complesso, eppure evocano una femminilit&agrave; nei vivaci campi di colore matissiani. Alcune presentano scarabocchi che ricordano peli pubici sulle giunture delle forme vulvari. L&rsquo;intrecciarsi di simboli maschili e femminili in un&rsquo;unica opera sembra mettere in discussione la nozione lacaniana che i due non possano mai incontrarsi, se non mediati dal desiderio. L&rsquo;artista svilupper&agrave; forme simili nei suoi disegni di questo periodo, con titoli come <em>Elegia e Apparizioni<\/em>, riproducendo diamanti allungati che paiono ripiegati attorno un centro di colore pi&ugrave; scuro o diverso, talvolta definito dalle forme di gambe femminili. L&rsquo;artista era interessato al movimento di liberazione femminile e ha discusso con Lonzi l&rsquo;evoluzione di quest&rsquo;ultimo. Ha evidenziato, in particolare, l&rsquo;avvento della minigonna e la sua associazione alla libert&agrave;:<\/p>\n<p><em>D&rsquo;altra parte, vedendo le giovani che indossano le minigonne, non si pu&ograve; pi&ugrave; concepire l&rsquo;amore romantico, tipo Francesca Bertini, o neanche gi&ugrave; di l&igrave;, &egrave; assurdo no? Il movimento erotico sar&agrave; molto pi&ugrave; libero, molto pi&ugrave; naturale. In fondo, i romani, i greci erano in questa situazione qua&hellip; &egrave; la prima scossa, che &egrave; venuta proprio in questo senso&hellip; beh contro un cristianesimo, un cattolicesimo in particolare&hellip; <\/em><\/p>\n<p><em>La Passeggiata<\/em>, un trittico di gambe femminili nel quale tre tele trapezoidali s&rsquo;intersecano l&rsquo;una con l&rsquo;altra, ha un appeal erotico pop, con i suoi ben definiti campi cromatici arancione fluorescente e lilla tenue, non dissimile da un pi&ugrave; esplicito Tom Wesselman o Allen Jones, creando inoltre una forma astratta anche se osservato da lontano. L&rsquo;idea della sessualit&agrave; femminile riecheggia in tutta l&rsquo;esibizione, come ad esempio in <em>Il Tunnel<\/em>, il quale sembra richiamare un &ldquo;buco&rdquo; femminile lacaniano.<\/p>\n<p>Un vortice schematico su larga scala di rosso, giallo, diverse tinte di blu, grigio e bianco. <em>Il Tunnel<\/em> &egrave; anche un portale ipnotico, psichedelico, verso un altro universo, un&rsquo;esplorazione del concetto spazialista dell&rsquo;infinito come descritto da Lucio Fontana, con il quale Turcato &egrave; stato fotografato alla Biennale del 1966 accanto alle sue <em>Superfici lunari<\/em>. Qui, i paesaggi lunari in gommapiuma sullo sfondo presagiscono i suoi lavori su astronavi e vita extraterrestre esibiti alla Biennale del 1972: <em>Cosmico &ndash; Marziano BipBip<\/em> <em>and Cosmico (Composizione).<\/em><\/p>\n<p>Turcato ha seguito con attenzione gli sviluppi della corsa allo spazio, guardando nel 1962, secondo la testimonianza di suo cognato Ettore Caruso, una conversazione televisiva tra John Fitzgerald Kennedy e Wernher Von Braun, capo architetto del Saturno V, che avrebbe poi lanciato l&rsquo;astronave Apollo sulla luna nel 1969.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Marziano BipBip<\/em>, dipinto con colori elettrici &egrave;, sia nel titolo che nella forma, una diretta rappresentazione della fascinazione dell&rsquo;artista per il cosmo e la sua rappresentazione mitica, plasmata dalle politiche della Guerra Fredda. La forma di quest&rsquo;opera, un lungo rettangolo antropomorfizzato dotato di due antenne, una argentata e l&rsquo;altra di un rosso papavero, che spuntano dal corpo giallo limone e lavanda, &egrave; quella di un Marziano come immaginato nei film, racconti e fumetti sci-fi popolari al tempo. Come le <em>Oceaniche<\/em>, l&rsquo;opera venne appesa in obliquo, come a ricordare dei detriti spaziali. La sua forma e colori sono ripetuti con leggere variazioni in <em>Cosmico (Composizione)<\/em>, appeso al muro contiguo.<\/p>\n<p>Entrambe le opere intitolate <em>Cosmico<\/em> si rifanno alle astronavi, con due pannelli solari rettangolari tenuti insieme da una sottile struttura e cornice metalliche. Queste &lsquo;ali&rsquo; sono separate da uno spazio vuoto, corrispondente al punto mediano sul quale sarebbe posta l&rsquo;antenna del satellite. Su entrambi i lati di questo spazio sono dipinte delle sottili bande di colore, come raggi di uno spettro cromatico. La grande attenzione di Turcato per la struttura dei satelliti si combina con &ldquo;la sua ossessione di creare un colore introvabile sullo spettro&rdquo;.<\/p>\n<p>Le opere della serie <em>Cosmico<\/em> rivelano fino a che punto l&rsquo;artista fosse ispirato dall&rsquo;ingegneria spaziale e le leggi fisiche che hanno influenzato, ad esempio, lo sviluppo di cellule solari per l&rsquo;alimentazione di veicoli spaziali, mentre gli stralci di colore sembrano mimare la visuale degli astronauti dello spuntare della Terra oltre l&rsquo;orizzonte lunare. L&rsquo;uso di materiali iridescenti da parte di Turcato, i quali donano alle sue tele una sorta di lucentezza lunare, sembrano tendere verso il suo desiderio di &ldquo;inventare un colore&rdquo;.<\/p>\n<p>Una delle opere pi&ugrave; singolari all&rsquo;interno dell&rsquo;esposizione di Turcato sono le protuberanze quasi aliene di <em>Le Spine di Cristo e della Maddalena<\/em>. Due forme simili a tronchi, una gialla e una rosa pallido, sono coronate da un&rsquo;aureola di lunghe spine. Le due forme coniche si protendono da una tavola di compensato ovale con i loro occhi multicolori, come degli steli, esaminando lo spazio della stanza da un&rsquo;insolita altezza. Una giocosa fotografia mostra Turcato in posa sotto la sua creazione rassomigliante un UFO, le braccia spalancate e le mani aperte verso i cieli, in una gestualit&agrave; estatica.<\/p>\n<p>Il titolo dell&rsquo;opera e le spine evocano l&rsquo;immagine astratta di un Cristo sofferente, come anche la relazione tra Cristo e Maddalena, corpi celesti che orbitano insieme. Il misticismo ironico di Turcato era anche influenzato dalla sua necessit&agrave; di creare oggetti &ldquo;un po&rsquo; fantastici, un po&rsquo; poetici, oggetti grandi o piccoli o strutturazioni anche <em>[&hellip;]&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p>L&rsquo;effetto gravitazionale e quella che Gualdoni chiamava la &ldquo;pura sensualit&agrave; psicologica&rdquo; di queste opere vanno esperiti dal vivo. In opposizione a un modello cartesiano del visivo nel quale &ldquo;sapere&rdquo; &egrave; &ldquo;vedere&rdquo;, le parole di Maurice Merleau-Ponty risuonano nella riproduzione tattile dell&rsquo;universo che Turcato ha creato nella sala: &ldquo;Non vedo [uno spazio] tramite il suo involucro esteriore; vivo in esso dall&rsquo;interno, vi sono immerso. Dopotutto, il mondo &egrave; tutto attorno a me, non di fronte a me.&rdquo;<\/p>\n<p>Questa filosofia di percezione incarnata, dell&rsquo;essere nello spazio, addirittura quello cosmico, prende vita quando si interagisce con queste opere animate sicch&eacute; i loro colori pulsanti destabilizzano il dualismo dell&rsquo;osservatore attivo e la passivit&agrave; di ci&ograve; che viene osservato. Le spine nelle <em>Spine di Cristo<\/em> possono essere lette tanto come una dissacrazione dell&rsquo;iconografia cristiana, quanto come una concettualizzazione dell&rsquo;extraterrestre. La visione di Turcato, ad un tempo mistica e ironica, rimane un invito nelle possibilit&agrave; psicologiche dell&rsquo;immensit&agrave; del cosmo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":23481,"template":"","tags":[125],"show_status":[128],"category_exhibition":[129],"class_list":["post-23262","exhibition","type-exhibition","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-secci-it","show_status-past-it","category_exhibition-secci-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/exhibition\/23262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/exhibition"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/exhibition"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23262"},{"taxonomy":"show_status","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/show_status?post=23262"},{"taxonomy":"category_exhibition","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_exhibition?post=23262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}