{"id":23731,"date":"2025-04-01T17:03:47","date_gmt":"2025-04-01T17:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/fair\/miart\/"},"modified":"2025-04-03T11:05:51","modified_gmt":"2025-04-03T11:05:51","slug":"miart","status":"publish","type":"fair","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/fair\/miart\/","title":{"rendered":"Miart"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><blockquote>\n<blockquote>\n<blockquote><p><em>Noi ci proclamiamo FORMALISTI e MARXISTI, convinti che i termini marxismo e formalismo non siano INCONCILIABILI, specialmente oggi che gli elementi progressivi della nostra societ&agrave; debbono mantenere una posizione rivoluzionaria e AVANGUARDISTICA e non adagiarsi nell&rsquo;equivoco di un realismo spento e conformista che nelle sue pi&ugrave; recenti esperienze in pittura e in scultura ha dimostrato quale strada limitata e angusta esso sia.<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Il 15 marzo 1946, a Roma, un gruppo di artisti &ndash; Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato &ndash; si riunisce per definire e firmare un manifesto che, nell&rsquo;aprile del 1947, trover&agrave; spazio nel primo e unico numero della rivista <em>Forma 1<\/em>, Mensile di Arti figurative. Con questo atto, gli artisti del gruppo pongono la forma come strumento e fine dell&rsquo;opera d&rsquo;arte, proponendo un&rsquo;estetica che si sottrae a qualsiasi legame con la pittura figurativa a favore di una dimensione universale, che possa dialogare con le avanguardie europee e sperimentali contemporanee. Nel contesto di un acceso dibattito che contrappone il realismo sociale di Guttuso &ndash; schierato apertamente con il Partito Comunista Italiano &ndash; alla spinta astrattista che emerge anche in Italia, il gruppo di Forma 1 si fa portatore di una proposta che tenta di conciliare il formalismo con il marxismo. &ldquo;Ci proclamiamo formalisti e marxisti, convinti che i termini marxismo e formalismo non siano inconciliabili&rdquo;: questa una delle affermazioni emblematiche del manifesto, che rappresenta la sintesi di un atteggiamento critico verso l&rsquo;arte figurativa e un tentativo di esprimere attraverso l&rsquo;astrazione una visione politica e progressista della societ&agrave;. Pensiamo alla straordinaria serie dei <em>Comizi <\/em>di Giulio Turcato che, dal 1946, si caratterizzano di quella forte astrazione delle bandiere sulla pubblica piazza, pur non rinunciando ad alcuna istanza politico-sociale, cos&igrave; come alla lotta emancipativa del periodo.<\/p>\n<p>Il gruppo esporr&agrave; pubblicamente per la prima volta nel 1947 alla galleria Art Club di Roma, ma sar&agrave; l&rsquo;eterogeneit&agrave; delle posizioni politiche e stilistiche a portare ben presto alla scissione interna: Dorazio, Perilli e Guerrini preferiranno mantenere una certa autonomia, lontani dalla pressione del PCI, e daranno vita nel 1950 alla galleria <em>L&rsquo;Age d&rsquo;Or<\/em>, un centro di promozione dell&rsquo;arte astratta. La breve vita di Forma 1, oltre alla sua mancata formalizzazione, non elide il suo impatto indelebile nella storia dell&rsquo;arte italiana del dopoguerra, anticipando per molti versi e seppur in differente contesto il fenomeno del MAC (Movimento Arte Concreta).<\/p>\n<p>Pietro Consagra, che aveva gi&agrave; attraversato il conflitto tra astrattismo e impegno politico, manterr&agrave; una posizione centrale nella ridefinizione della scultura, non solo per la rivoluzione paradigmatica che mina la tradizionale tridimensione della scultura a favore della frontalit&agrave;, ma anche orientandosi verso una partecipazione, e talvolta una critica, alla societ&agrave; in cui ha vissuto e operato. Attraverso la negazione del volume, Consagra ricerca la formulazione di un oggetto scultoreo mai separato dall&rsquo;urgenza del contesto storico e politico, e che anzi diventa il mezzo per attivare un discorso critico e immanente alla condizione umana. Parola e segno si sono sempre intrecciati in maniera indissolubile nella ricerca artistica di Pietro Consagra, come testimoniano i suoi scritti, a partire dalla straordinaria autobiografia <em>Vita mia <\/em>edita da Feltrinelli nel 1980. Osservando la sua pratica nel dettaglio il legame si fa ancora pi&ugrave; evidente attraverso l&rsquo;uso diretto della parola e per il fatto che molti dei suoi lavori, nei titoli stessi, rimandano esplicitamente al linguaggio. Un esempio emblematico di questo intreccio &egrave; la serie <em>Colloqui, <\/em>dove la scultura si fa parola e viceversa, in un dialogo continuo tra forme visive e significati verbali che alludono a una comunicazione particolare, ma al contempo universale, tra l&rsquo;arte e la societ&agrave;.<\/p>\n<p>Il legame tra il gruppo di Forma 1 e la successiva generazione di artisti che si raduner&agrave; attorno alla scuola di Piazza del Popolo, negli anni &rsquo;50 e &rsquo;60, &egrave; pi&ugrave; che un semplice passaggio di testimone: rappresenta una continua rielaborazione delle premesse teoriche ed estetiche introdotte dai formalisti, dove la dimensione politica rimane una costante. Se da un lato Forma 1, il cui manifesto trover&agrave; spazio nel primo e unico numero della rivista omonima, aveva posto l&rsquo;arte come linguaggio universale e soprattutto la forma come strumento e fine dell&rsquo;opera d&rsquo;arte, dall&rsquo;altro, la Scuola di Piazza del Popolo, con artisti come Franco Angeli e Mario Schifano, svilupper&agrave; queste istanze in una chiave legata alle tensioni sociali ed estetiche del periodo.<\/p>\n<p>Saranno proprio Angeli e Schifano a mettere fine a quelle lunghe diatribe tra i sostenitori dell&rsquo;astrazione e del realismo, che avevano segnato l&rsquo;immediato secondo dopoguerra, determinando la direzione ideologica degli anni Cinquanta e il difficile tentativo di ridefinire il legame tra arte e societ&agrave;. Da Forma 1 persiste, in particolare, l&rsquo;idea di una pittura che si fa linguaggio del mondo contemporaneo: proprio Mario Schifano, con la sua capacit&agrave; di rielaborare i linguaggi visivi della contemporaneit&agrave;, risponder&agrave; alla proposta del gruppo Forma 1 di un&rsquo;arte senza &ldquo;continuit&agrave; con la pittura italiana degli ultimi venti anni&rdquo;: la sua nuova narrativa effettivamente &ldquo;televisiva&rdquo; pu&ograve; leggersi come una descrizione degli stati d&rsquo;animo, delle ragioni, delle lotte, e dell&rsquo;animata partecipazione a quei lustri di contestazione.<\/p>\n<p>Di equivalente intensit&agrave;, ma forse filtrata dal rapporto con la neoavanguardia letteraria italiana, si connota l&rsquo;opera di Franco Angeli. Proprio quel rapporto con alcuni degli esponenti dell&rsquo;ala pi&ugrave; sperimentale della poesia italiana, come Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Cesare Vivaldi e Mario Diacono, ben individuato da Maurizio Fagiolo dall&rsquo;Arco, coincide infatti con la presenza sempre pi&ugrave; frequente nelle sue opere di iscrizioni ed epigrafi, che si sovrappongono al tipico &ldquo;indice simbolico&rdquo; di Angeli: la falce, il martello, la stella. Sagome emblematiche e ben rappresentative della lotta che incendiava il periodo, da leggersi come monito dell&rsquo;impegno politico che, all&rsquo;epoca, pervadeva la compagine romana.<\/p><\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":23737,"template":"","tags":[125],"show_status":[137],"class_list":["post-23731","fair","type-fair","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-secci-it","show_status-on-view-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/fair\/23731","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/fair"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/fair"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23731"},{"taxonomy":"show_status","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/show_status?post=23731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}