{"id":24666,"date":"2026-04-10T15:09:08","date_gmt":"2026-04-10T15:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seccigallery.com\/fair\/miart-2026\/"},"modified":"2026-04-24T10:21:25","modified_gmt":"2026-04-24T10:21:25","slug":"miart-2026","status":"publish","type":"fair","link":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/fair\/miart-2026\/","title":{"rendered":"miart 2026"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>La presentazione di Alfredo Pirri a miart si articola come un vero e proprio dispositivo espositivo, in cui il booth della galleria SECCI &egrave; trasformato in un ambiente immersivo che interroga criticamente il rapporto tra visione, architettura e presenza del pubblico. Al centro del progetto, l&rsquo;intervento site specific a pavimento in specchi calpestabili, erede diretto del ciclo storico Passi, riallestito di recente alla Galleria Nazionale d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Roma, introduce nello spazio fieristico una dimensione di instabilit&agrave; percettiva e di riflessione &ndash; letterale e metaforica &ndash; sulla condizione dello sguardo contemporaneo. L&rsquo;opera non si limita a &ldquo;occupare&rdquo; il pavimento, ma lo rifonda come soglia fragile, in cui ogni gesto del visitatore lascia una traccia, una frattura, una micro-storia di passaggio.<\/p>\n<p>Fin dagli anni Ottanta, la ricerca di Pirri si colloca in un territorio liminale tra pittura, scultura e architettura, rifiutando la distinzione netta tra opera autonoma e spazio espositivo. La sua pratica assume la forma di una estensione della pittura nello spazio, in cui il colore non &egrave; pi&ugrave; soltanto superficie ma atmosfera, campo di forze, luogo di attrito tra corpo e immagine. I materiali &ndash; dal vetro allo specchio, dal metacrilato al legno, dalla carta all&rsquo;acquerello &ndash; vengono costantemente messi alla prova nella loro capacit&agrave; di trattenere o disperdere la luce, di assorbire o restituire il movimento di chi guarda. In questa prospettiva, Passi rappresenta un momento paradigmatico: un&rsquo;opera che vive nel rischio del danneggiamento, nell&rsquo;inevitabile incrinatura, trasformando la vulnerabilit&agrave; del supporto in componente essenziale dell&rsquo;esperienza estetica.<\/p>\n<p>Nel contesto di miart, questo dispositivo a pavimento entra in dialogo con una selezione di opere a parete che restituiscono la continuit&agrave; e la complessit&agrave; del lessico visivo di Pirri. Serie storiche e lavori pi&ugrave; recenti &ndash; dalle stratificazioni cromatiche su carta alle strutture in metacrilato, dalle geometrie sospese alla densit&agrave; materica delle campiture &ndash; costruiscono una costellazione di immagini che non si propongono come semplici &ldquo;quadri&rdquo;, ma come superfici di soglia, membrane attraversate dalla luce. La pittura, pur restando fedele alla sua dimensione bidimensionale, sembra sempre sul punto di farsi volume, di debordare nello spazio, di contaminare il campo percettivo del visitatore. In questo senso, le opere a parete non &ldquo;illustrano&rdquo; il pavimento specchiante, ma ne amplificano la portata concettuale, inscrivendo il gesto del camminare entro una pi&ugrave; ampia riflessione sul vedere.<\/p>\n<p>La dimensione critica del progetto emerge in modo particolare dal modo in cui Pirri mette in tensione la natura commerciale della fiera con un&rsquo;esperienza percettiva che eccede la logica dell&rsquo;oggetto. Lo stand, collocato nella sezione Established, non si configura come un semplice contenitore di opere ma come un ambiente che chiede tempo, attenzione, disponibilit&agrave; a lasciarsi destabilizzare. Il riflesso frammentato del corpo del visitatore, l&rsquo;impossibilit&agrave; di una visione unitaria, la continua oscillazione tra attrazione luminosa e consapevolezza della fragilit&agrave; del supporto producono una situazione in cui l&rsquo;opera esiste tanto nello spazio fisico quanto nella coscienza di chi la attraversa. L&rsquo;atto del camminare, del sostare, del cercare un punto di vista &ldquo;giusto&rdquo; &ndash; che non esiste mai del tutto &ndash; diventa cos&igrave; parte integrante della costruzione di senso.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il progetto afferma la specificit&agrave; di una ricerca che, pur radicata nella storia della pittura italiana e in dialogo con le esperienze dell&rsquo;installazione e del minimalismo, rivendica una forte componente poetica e politica. Poetica, perch&eacute; in Pirri la luce non &egrave; mai un mero effetto, ma una forma di scrittura dello spazio, una grammatica che organizza i rapporti tra corpi, superfici e vuoto. Politica, perch&eacute; il dispositivo specchiante non restituisce una soggettivit&agrave; narcisisticamente confermata, ma la espone alla frammentazione, alla perdita di centralit&agrave;, alla coesistenza con gli altri corpi che condividono lo stesso campo visivo. La comunit&agrave; temporanea che si costituisce all&rsquo;interno dello stand &ndash; fatta di passi, soste, esitazioni &ndash; diventa parte della drammaturgia dell&rsquo;opera.<\/p>\n<p>In un momento storico in cui l&rsquo;immagine &egrave; ovunque disponibile, piatta e immediata, il progetto di Alfredo Pirri a miart insiste invece sulla dimensione incarnata, rischiosa e processuale del vedere. Lo specchio incrinato, il riflesso instabile, la pittura che si fa ambiente affermano la necessit&agrave; di un&rsquo;esperienza dell&rsquo;arte come esercizio di attenzione e di consapevolezza, come occasione per interrogare non solo ci&ograve; che si guarda ma il modo in cui lo si guarda. In questa prospettiva, il solo show di Pirri non &egrave; soltanto la presenza di un artista storicamente rilevante all&rsquo;interno della fiera, ma l&rsquo;attivazione di uno spazio critico in cui l&rsquo;architettura, il corpo e la luce sono chiamati a misurarsi con la loro stessa possibilit&agrave; di apparire.<\/p>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"featured_media":24693,"template":"","tags":[125],"show_status":[132],"class_list":["post-24666","fair","type-fair","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-secci-it","show_status-upcoming-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/fair\/24666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/fair"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/fair"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24693"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24666"},{"taxonomy":"show_status","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seccigallery.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/show_status?post=24666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}