Informazioni sull'artista

Bosco Sodi nasce a Città del Messico nel 1970. Dopo gli studi di pittura all’età di 30 anni riceve la sua prima menzione d’onore in occasione dell’International Competition IFE a Città del Messico. Nel 2004 Sodi viene selezionato per il premio Painting Honda e nel 2007 vince il premio Artist in residency Tokyo Wonder Site.

Noto per i suoi dipinti di larga scala riccamente strutturati e dai colori vivaci, Sodi ricerca il potere emotivo nell’essenzialità delle materie prime che usa per eseguire i suoi dipinti. Concentrandosi sull’esplorazione materiale, sul gesto creativo e sulla connessione spirituale tra l’artista e il suo lavoro, Sodi cerca di trascendere le barriere concettuali. Sodi lascia molti dei suoi dipinti senza titolo, con l’intenzione di rimuovere qualsiasi predisposizione o connessione al di là dell’esistenza immediata dell’opera. L’opera stessa diventa un ricordo e una reliquia simbolica della conversazione dell’artista con la materia prima che ha portato il dipinto alla creazione. Le influenze di Sodi vanno dall’art informel, guardando ad artisti come Antoni Tàpies e Jean Dubuffet, a maestri coloristi come Willem de Kooning, Mark Rothko e le tonalità brillanti della sua eredità nativa. I suoi solo shows sono stati ospitati da numerose gallerie come la Axel Vervoordt Gallery (Hong Kong e Anversa), la Kasmin Gallery (New York), SCAI The Bathouse (Tokyo), Galerie Eigen + Art (Leipzig e Berlino), la Luciana Brito Gallery (San Paolo) e la Pace Gallery (Londra e New York). Le sue opere sono parte di importanti collezioni sia pubbliche che private, tra cui: Nasher Sculpture Center (Dallas), Walker Art Center (Minneapolis), The Phillips Collection (Washington D.C), Harvard Art Museums (Boston), JUMEX Collection (Messico), Museum Voorlinden (Olanda), Vitra Museum (Svizzera), Contemporary Art Foundation (Giappone), Museum of Contemporary Art (Belgio), The National Gallery of Victoria (Australia) and the De la Cruz Collection (Porto Rico). Tra le mostre più rilevanti si ricordano: Topographies, Mexican Cultural Institute, Washington D.C. (2019); Del Fuego, Museum of Visual Arts (MAVI), Santiago (2018); Por los siglos de los siglos, Museo Nacional de Arte, México City (2017); ELEMENTAL, Museo Anahuacalli, Città del Messico (2017); Museum of Stones, The Noguchi Museum, New York (2015); Croacia, Institut Valencià d’Art Modern (IVAM), Valencia; e Pangea, Bronx Museum, New York (2010). Sodi è anche soggetto di Ergo Sum, una mostra al Centro de Arte Contemporáneo di Malaga in Spagna. Infine Sodi è il fondatore della Fondazione Casa Wabi, un centro d’arte in Oaxaca (Messico) dedicato alla promozione e alla scambio di idee tra artisti internazionali e discipline differenti. Progettato dall’architetto giapponese Tadao Ando, la Fondazione si concentra anche sullo sviluppo di opportunità per l’educazione artistica con le comunità locali.

Bosco Sodi nasce a Città del Messico nel 1970. Dopo gli studi di pittura all’età di 30 anni riceve la sua prima menzione d’onore in occasione dell’International Competition IFE a Città del Messico. Nel 2004 Sodi viene selezionato per il premio Painting Honda e nel 2007 vince il premio Artist in residency Tokyo Wonder Site.

Noto per i suoi dipinti di larga scala riccamente strutturati e dai colori vivaci, Sodi ricerca il potere emotivo nell’essenzialità delle materie prime che usa per eseguire i suoi dipinti. Concentrandosi sull’esplorazione materiale, sul gesto creativo e sulla connessione spirituale tra l’artista e il suo lavoro, Sodi cerca di trascendere le barriere concettuali. Sodi lascia molti dei suoi dipinti senza titolo, con l’intenzione di rimuovere qualsiasi predisposizione o connessione al di là dell’esistenza immediata dell’opera. L’opera stessa diventa un ricordo e una reliquia simbolica della conversazione dell’artista con la materia prima che ha portato il dipinto alla creazione. Le influenze di Sodi vanno dall’art informel, guardando ad artisti come Antoni Tàpies e Jean Dubuffet, a maestri coloristi come Willem de Kooning, Mark Rothko e le tonalità brillanti della sua eredità nativa. I suoi solo shows sono stati ospitati da numerose gallerie come la Axel Vervoordt Gallery (Hong Kong e Anversa), la Kasmin Gallery (New York), SCAI The Bathouse (Tokyo), Galerie Eigen + Art (Leipzig e Berlino), la Luciana Brito Gallery (San Paolo) e la Pace Gallery (Londra e New York). Le sue opere sono parte di importanti collezioni sia pubbliche che private, tra cui: Nasher Sculpture Center (Dallas), Walker Art Center (Minneapolis), The Phillips Collection (Washington D.C), Harvard Art Museums (Boston), JUMEX Collection (Messico), Museum Voorlinden (Olanda), Vitra Museum (Svizzera), Contemporary Art Foundation (Giappone), Museum of Contemporary Art (Belgio), The National Gallery of Victoria (Australia) and the De la Cruz Collection (Porto Rico). Tra le mostre più rilevanti si ricordano: Topographies, Mexican Cultural Institute, Washington D.C. (2019); Del Fuego, Museum of Visual Arts (MAVI), Santiago (2018); Por los siglos de los siglos, Museo Nacional de Arte, México City (2017); ELEMENTAL, Museo Anahuacalli, Città del Messico (2017); Museum of Stones, The Noguchi Museum, New York (2015); Croacia, Institut Valencià d’Art Modern (IVAM), Valencia; e Pangea, Bronx Museum, New York (2010). Sodi è anche soggetto di Ergo Sum, una mostra al Centro de Arte Contemporáneo di Malaga in Spagna. Infine Sodi è il fondatore della Fondazione Casa Wabi, un centro d’arte in Oaxaca (Messico) dedicato alla promozione e alla scambio di idee tra artisti internazionali e discipline differenti. Progettato dall’architetto giapponese Tadao Ando, la Fondazione si concentra anche sullo sviluppo di opportunità per l’educazione artistica con le comunità locali.

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    Bosco Sodi
    Bosco Sodi, Bosco_potrait_01
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