Informazioni sulla mostra

Eduardo Secci è lieto di annunciare l’inaugurazione della prima personale di David Schnell a Milano, il 21 settembre 2022, nelle sale di NOVO in Via Olmetto. La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto, prosegue nello spazio sperimentale indipendente della galleria sino all’11 novembre 2022.
Le opere esposte, concepite negli ultimi nove anni, offrono una panoramica sul processo che intreccia natura e architettura nella pittura di David Schnell. La ricerca, ispirata dal suo soggiorno di un anno a Roma nel 2013, continua a svilupparsi sino ad oggi.
Mentre in precedenza, il punto di partenza del lavoro dell’artista tedesco era costituito principalmente da soggetti paesaggistici, in questi dipinti l’interazione tra elementi del paesaggio e architettura urbana di epoche diverse porta a una nuova esperienza spaziale.
“Il suo linguaggio, infatti, fonde figurazione e non figurazione, accademia e tecnologia riuscendo a tradurre i fantasmi del realismo socialista in raffinati richiami alla storia dell’arte che vanno dall’antico alle avanguardie storiche”, come scrive il curatore Pier Paolo Pancotto.

Eduardo Secci è lieto di annunciare l’inaugurazione della prima personale di David Schnell a Milano, il 21 settembre 2022, nelle sale di NOVO in Via Olmetto. La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto, prosegue nello spazio sperimentale indipendente della galleria sino all’11 novembre 2022.
Le opere esposte, concepite negli ultimi nove anni, offrono una panoramica sul processo che intreccia natura e architettura nella pittura di David Schnell. La ricerca, ispirata dal suo soggiorno di un anno a Roma nel 2013, continua a svilupparsi sino ad oggi.
Mentre in precedenza, il punto di partenza del lavoro dell’artista tedesco era costituito principalmente da soggetti paesaggistici, in questi dipinti l’interazione tra elementi del paesaggio e architettura urbana di epoche diverse porta a una nuova esperienza spaziale.
“Il suo linguaggio, infatti, fonde figurazione e non figurazione, accademia e tecnologia riuscendo a tradurre i fantasmi del realismo socialista in raffinati richiami alla storia dell’arte che vanno dall’antico alle avanguardie storiche”, come scrive il curatore Pier Paolo Pancotto.

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