- Marco Tirelli
La Galleria Eduardo Secci è lieta di annunciare le mostre “Marco Tirelli” e “Radu Oreian” che si svolgeranno parallelamente nelle due aree della Galleria in piazza Carlo Goldoni 2, Firenze. L’esposizione personale dell’artista romano, curata da Alberto Fiz, verrà inaugurata il 23 Gennaio 2021 dalle ore 14.00 alle ore 19.00 e durerà sino al 6 Marzo 2021.
In occasione di questa prima mostra nello spazio della galleria fiorentina, l’artista presenta una serie di opere inedite realizzate durante i mesi del lockdown. I lavori vengono proposti in tre spazi attraverso un allestimento sofisticato che crea un forte coinvolgimento emotivo. La rassegna, infatti, dà luogo a un crescendo che conduce sino ad un’installazione di 12 tele senza telaio di dimensioni differenti disposte sulla parete. Così pensata, quest’ultima si caratterizza per un parallelismo con il grande progetto che Tirelli realizzò in occasione della Biennale di Venezia del 2013.
In questo ultimo ciclo di lavori Tirelli, uno tra gli artisti più significativi della scena contemporanea, s’interroga sul potere rigenerativo dell’immagine in base ad un’indagine che appare particolarmente attuale nella società di oggi, dove il flusso mediatico sembra aver sottratto valore ad ogni forma d’iconografia banalizzando il messaggio. Tirelli, al contrario, recupera il significato primario dell’immagine sottoponendola ogni volta alla verifica della pittura che non duplica la realtà ma la trasforma.
Come spiega Alberto Fiz, “Tirelli crea un laboratorio dell’immagine e dell’immaginario senza alcuna gerarchia che nasce dal desiderio di recuperare l’essenza del visibile”. Il suo repertorio è molto vasto e comprende simboli, elementi naturalistici, corpi, mappe geografiche, oggetti per osservare lo spazio e frammenti di cielo in base ad un work in progress continuo dove il soggetto è funzionale ad un processo di riappropriazione fisica e mentale: “La pittura è lo strumento che mi consente di riportare le idee alla concretezza della mano”, afferma Tirelli che s’interroga sulla materia stessa di cui sono fatte le immagini. Nell’ambito della mostra, il susseguirsi delle sue opere permette di restituire al visitatore la fascinazione di continue riscoperte rispetto ad un reale che finalmente torna ad essere percepito.
La Galleria Eduardo Secci è lieta di annunciare le mostre “Marco Tirelli” e “Radu Oreian” che si svolgeranno parallelamente nelle due aree della Galleria in piazza Carlo Goldoni 2, Firenze. L’esposizione personale dell’artista romano, curata da Alberto Fiz, verrà inaugurata il 23 Gennaio 2021 dalle ore 14.00 alle ore 19.00 e durerà sino al 6 Marzo 2021.
In occasione di questa prima mostra nello spazio della galleria fiorentina, l’artista presenta una serie di opere inedite realizzate durante i mesi del lockdown. I lavori vengono proposti in tre spazi attraverso un allestimento sofisticato che crea un forte coinvolgimento emotivo. La rassegna, infatti, dà luogo a un crescendo che conduce sino ad un’installazione di 12 tele senza telaio di dimensioni differenti disposte sulla parete. Così pensata, quest’ultima si caratterizza per un parallelismo con il grande progetto che Tirelli realizzò in occasione della Biennale di Venezia del 2013.
In questo ultimo ciclo di lavori Tirelli, uno tra gli artisti più significativi della scena contemporanea, s’interroga sul potere rigenerativo dell’immagine in base ad un’indagine che appare particolarmente attuale nella società di oggi, dove il flusso mediatico sembra aver sottratto valore ad ogni forma d’iconografia banalizzando il messaggio. Tirelli, al contrario, recupera il significato primario dell’immagine sottoponendola ogni volta alla verifica della pittura che non duplica la realtà ma la trasforma.
Come spiega Alberto Fiz, “Tirelli crea un laboratorio dell’immagine e dell’immaginario senza alcuna gerarchia che nasce dal desiderio di recuperare l’essenza del visibile”. Il suo repertorio è molto vasto e comprende simboli, elementi naturalistici, corpi, mappe geografiche, oggetti per osservare lo spazio e frammenti di cielo in base ad un work in progress continuo dove il soggetto è funzionale ad un processo di riappropriazione fisica e mentale: “La pittura è lo strumento che mi consente di riportare le idee alla concretezza della mano”, afferma Tirelli che s’interroga sulla materia stessa di cui sono fatte le immagini. Nell’ambito della mostra, il susseguirsi delle sue opere permette di restituire al visitatore la fascinazione di continue riscoperte rispetto ad un reale che finalmente torna ad essere percepito.
12 copia
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Marco Tirelli, DSC01289 copiaSenza Titolo, 2020
Mixed media on canvas
87 x 98 cm
34 1/4 x 38 5/8 in
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