Informazioni sulla mostra

La galleria Eduardo Secci è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra di Michael Staniak, il 23 settembre 2022 (dalle 11.00 alle 20.00), a Milano (Via Bernardino Zenale 3). La personale proseguirà sino al 18 novembre 2022.

Il lavoro dell’artista australiano è caratterizzato da una tecnica molto fisica, a cui si unisce l’utilizzo di software di imaging e modellazione. Questa combinazione di media tradizionali e nuovi evoca pareti affrescate di caverne, incisioni rupestri e monumenti antichi, rappresentando un omaggio alla raccolta di dati digitali, all’elaborazione di immagini 3D e all’estetica dello schermo.

Tra i recenti e inediti dipinti della serie BMP, realizzati con compound da colata, alcuni sono per la prima volta in orizzontale. Staniak ha spostato la sua attenzione sul paesaggio come soggetto, pur proseguendo la sua intensa indagine incentrata sui materiali naturali. La scelta del formato landscape e l’applicazione delle texture lo portano a concentrarsi di più sull’atto di creare segni e sulla costante ricerca di catturarli in materiali simili alla roccia. Riconoscendo una continuità con i dipinti del 2015, nella serie BMP osserviamo l’evoluzione della palette e l’introduzione di altri media, come l’ossido di ferro, che anni dopo lo hanno allontanato dal digital UV imaging. Ironia della sorte, l’omissione del processo digitale ha maggiormente rafforzato un’estetica dello schermo.

Le sculture OBJ (monument) esposte vedono il ritorno di Staniak alla lavorazione del bronzo, modellando il materiale di partenza con il software 3D. In queste nuove opere scultoree della serie, però, il soggetto della grotta è stato sostituito da scansioni 3D di antichi reperti, di cui alcuni hanno rappresentato per secoli il punto di riferimento dell’iconografia culturale. Inoltre, l’artista interviene digitalmente sulle scansioni con l’intenzione di differire dalla loro forma originale e costituire una reinterpretazione degli antichi monumenti. In tal modo vuole evidenziare la malleabilità dei dati digitali immateriali e allo stesso tempo celebrare la permanenza delle informazioni culturali scolpite nel materiale solido. Questa tensione viene ulteriormente esplorata fondendo le forme finali in bronzo e verniciandole così da riflettere l’estetica del software CAD 3D.

La galleria Eduardo Secci è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra di Michael Staniak, il 23 settembre 2022 (dalle 11.00 alle 20.00), a Milano (Via Bernardino Zenale 3). La personale proseguirà sino al 18 novembre 2022.

Il lavoro dell’artista australiano è caratterizzato da una tecnica molto fisica, a cui si unisce l’utilizzo di software di imaging e modellazione. Questa combinazione di media tradizionali e nuovi evoca pareti affrescate di caverne, incisioni rupestri e monumenti antichi, rappresentando un omaggio alla raccolta di dati digitali, all’elaborazione di immagini 3D e all’estetica dello schermo.

Tra i recenti e inediti dipinti della serie BMP, realizzati con compound da colata, alcuni sono per la prima volta in orizzontale. Staniak ha spostato la sua attenzione sul paesaggio come soggetto, pur proseguendo la sua intensa indagine incentrata sui materiali naturali. La scelta del formato landscape e l’applicazione delle texture lo portano a concentrarsi di più sull’atto di creare segni e sulla costante ricerca di catturarli in materiali simili alla roccia. Riconoscendo una continuità con i dipinti del 2015, nella serie BMP osserviamo l’evoluzione della palette e l’introduzione di altri media, come l’ossido di ferro, che anni dopo lo hanno allontanato dal digital UV imaging. Ironia della sorte, l’omissione del processo digitale ha maggiormente rafforzato un’estetica dello schermo.

Le sculture OBJ (monument) esposte vedono il ritorno di Staniak alla lavorazione del bronzo, modellando il materiale di partenza con il software 3D. In queste nuove opere scultoree della serie, però, il soggetto della grotta è stato sostituito da scansioni 3D di antichi reperti, di cui alcuni hanno rappresentato per secoli il punto di riferimento dell’iconografia culturale. Inoltre, l’artista interviene digitalmente sulle scansioni con l’intenzione di differire dalla loro forma originale e costituire una reinterpretazione degli antichi monumenti. In tal modo vuole evidenziare la malleabilità dei dati digitali immateriali e allo stesso tempo celebrare la permanenza delle informazioni culturali scolpite nel materiale solido. Questa tensione viene ulteriormente esplorata fondendo le forme finali in bronzo e verniciandole così da riflettere l’estetica del software CAD 3D.

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